Da adolescente, infinite sono le volte in cui mi capita di finire in conversazioni nelle quali si autocritica il proprio corpo in modo negativo. Conosco moltissimi miei coetanei che non si piacciono, che vorrebbero cambiare fisicamente e magari sottoporsi a operazioni chirurgiche per caratteristiche estetiche, personali, che loro definiscono imperfezioni; vorrei riuscire quindi a sensibilizzare chiunque stia leggendo a guardarsi allo specchio e ad amarsi. Perché odiare il proprio corpo se si è troppo bassi o troppo alti? Perché vi definite brutti se avete un po’ di pancetta? A molti la pancetta piace! Come mai non vi vedete belli? Desidero far comprendere che tutti noi lo siamo, ed ognuno ha delle caratteristiche che lo rendono unico e inimitabile, e queste non devono condannarci.  Nasce tra il 2010 e il 2012 Il termine “body-positive” per merito di alcune donne attiviste nere “oversize”, che hanno cominciato a postare dei contenuti sui social media con l’hashtag #BodyPositivity. L’hashtag venne creato per promuovere un messaggio positivo, dedicato a chi ha un corpo che non rientra nei canoni predefiniti dagli standard di bellezza contemporanei. Questo messaggio venne lanciato per incitare ognuno a dedicare amore al proprio corpo nonostante abbia caratteristiche definite imperfette. Purtroppo viviamo in una società dove esistono dei determinati canoni di bellezza oggettivi, e tendiamo spesso a non rispecchiarci in questi poiché esagerati o quasi impossibili da raggiungere, e il semplice fatto che alla televisione o sulle copertine delle riviste vi sono il più delle volte donne magre, alte e con i lineamenti delicati, non aiuta affatto. Per fortuna, però, pian piano questa cosa sta cambiando: infatti vengono spesso presentati spot pubblicitari con protagoniste donne che hanno corpi normali, proprio per sensibilizzare il pubblico ad amare anche questi ultimi, oltre a quelli definiti perfetti dalla società. Il movimento vuole spingere ognuno di noi ad amarsi per chi e come siamo, con i nostri difetti che ci rendono irripetibili e speciali. La chiave e il segreto per vivere in modo migliore è proprio questo: amarsi al cento per cento, perché chi ci riesce ha vinto. Come possiamo abbattere degli standard e dei canoni di bellezza se proviamo a tutti i costi a rientrare in questi? Bisogna dunque semplicemente sconfiggerli, e per farlo non ci resta che apprezzarci, abbracciarci e dirci che “andiamo bene così!”                                   Indossiamo quel che vogliamo; un top corto non si può mettere solo se si ha la pancia super piatta, e una t-shirt larga la può indossare anche la ragazza più magra del mondo. E tutto questo ovviamente vale anche per i ragazzi. Dobbiamo riuscire a guardarci allo specchio e a piacerci, comprendere che siamo belli assieme ad ogni nostra caratteristica, e se vogliamo migliorare possiamo andare in palestra o tagliarci i capelli, ma questo lo faremo esclusivamente per noi stessi, e non per raggiungere obiettivi che ci ha imposto qualcun altro o per imitare super modelle e celebrità. Bella Hadid, la supermodella statunitense favorevole alla Body Positive, così commenta: “Sì, ho il seno, ho i fianchi, ho un sedere, ho le cosce, ma non sto chiedendo un trattamento speciale. Entro nelle taglie campione. I vostri commenti cattivi non mi fanno venir voglia di cambiare il mio corpo, non mi fanno venir voglia di dire di no agli stilisti che mi chiamano per le loro sfilate, e di sicuro non cambiano l’opinione che gli stilisti hanno di me. Se mi vogliono ci sono. Se non mi vogliono non ci sono. È così e così sarà. Se non vi piace, non seguitemi, non guardatemi, perché non me ne vado da nessuna parte. Se non avessi il corpo che ho, non avrei la carriera che ho. Amo poter essere sexy. Ne sono orgogliosa”.

Allegra Conte 4^ES

Illustrazione di Federico Alfredo Cigliano 4^ES

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